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Smarrimento della salma e danno risarcibile

maggio 24th, 2013 | Scritto da AssistenzaSinistri.com in Uncategorized

La curiosa e singolare vicenda, che ha visto il Comune di Castelfranco Veneto “perdersi” una salma, ha consentito al Tribunale di Treviso – Sezione distaccata di CASTELFRANCO VENETO di fare finalmente chiarezza su quale sia il danno risarcibile in questi casi.

Il fatto:

La signora Cristina (vedova di Roberto) ed i signori Umberto e Lucia (figli del medesimo Roberto) hanno convenuto in giudizio il Comune di Castelfranco Veneto, deducendo:
– che in data 24 dicembre 1969 il sig. Umberto ha stipulato con il Comune di Castelfranco Veneto una convenzione avente ad oggetto la concessione, per la durata di trent’anni, di un loculo, sito nel cimitero urbano, per il collocamento della salma del padre Roberto, deceduto in data XXXX;
– che la signora Cristina , moglie del defunto Roberto, a mezzo domanda presentata in data YYYYYYY, ha chiesto il rinnovo della suddetta concessione cimiteriale avente ad oggetto il medesimo loculo per il periodo di venti anni;
– che, contestualmente al deposito della domanda di rinnovo, la signora Cristina ha versato al Comune di Castelfranco Veneto la somma di Lire 3.152.000 corrispondente al corrispettivo determinato dal suddetto ente per la concessione;
– che, accertata l’esistenza della concessione cimiteriale, gli addetti al cimitero hanno provveduto a riesumare una delle bare dal campo comune ed a ricollocarla nel loculo oggetto di concessione, asserendo, senza addurre alcun elemento oggettivo, si trattasse della salma del signor Roberto;
– che l’operazione di rimozione della salma dal campo Comune del Cimitero di Castelfranco Veneto e di tumulazione nel loculo oggetto di concessione è stata effettuata in assenza di ufficiali sanitari;
– che gli stessi addetti al servizio cimiteriale, al momento della rimozione, esternarono i loro dubbi in ordine alla possibilità di identificare in maniera esatta la salma del signor Roberto;
– che di tale situazione è stata immediatamente messa al corrente l’Amministrazione Comunale;
– che l’Amministrazione Comunale, invitata a provvedere affinché fosse accertata l’identità della salma riposta all’interno del loculo, ha assicurato che la salma era quella del signor Roberto;
– che il Comune di Castelfranco Veneto, con delibera n. _____/2001 datata SSSSSS, ha disposto il rinnovo della concessione avente ad oggetto il loculo per il periodo richiesto, dando atto dell’avvenuto versamento, da parte della concessionaria signora Cristina del corrispettivo fissato;
– che gli accertamenti, effettuati nell’ottobre del 2001 dall’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Trieste e nel 2003 dall’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Ferrara, sulla salma estumulata, hanno dato risultati negativi, dai quali si rileva che non si tratta della salma di Roberto;
– che gli accertamenti sulle due salme maschili presenti sulle fosse n. 2 e 3 della fila 1, reparto 6, hanno escluso che vi fosse corrispondenza tra le salme esaminate e quella del defunto Roberto;
– che da oramai più di quattro anni i congiunti di Roberto si trovano nell’impossibilità di poter onorare e visitare la salma del proprio caro, poiché a loro risulta sconosciuta l’esatta collocazione delle stessa;
– che gli abiti del defunto erano stati confezionati dal signor Rosario;
I signori Cristina, Umberto e Lucia, pertanto, hanno chiesto accertarsi e dichiararsi la responsabilità del Comune di Castelfranco Veneto in ordine ai danni patiti dagli attori e, per l’effetto, condannarsi l’ente convenuto a risarcire agli stessi la somma che sarà ritenuta di giustizia, comprensiva delle spese sostenute, oltre ad interessi e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo.
Il Comune di Castelfranco Veneto si è costituito in giudizio contestando le pretese attoree, in quanto infondate in fatto e in diritto, concludendo per il loro rigetto.

La pronuncia:

“……..va evidenziato come la concessione cimiteriale appartenga alla categoria generale delle concessioni su beni pubblici, e garantisca al concessionario (nel caso di specie la Sig.ra Cristina) la titolarità di una duplice posizione attiva: nei confronti dei terzi, il diritto all’utilizzo del bene concesso (nel caso di specie, il sepolcro) che può essere tutelato con i mezzi del diritto comune; nei confronti dell’amministrazione concedente, il diritto soggettivo a che questa si astenga da turbare il godimento del bene, e l’interesse legittimo qualora essa intenda incidere sul rapporto concessorio mediante l’esercizio di poteri autoritativi finalizzati alla tutela di scopi di pubblico interesse (Cons. Stato, Sez. V, 14 giugno 2000, n. 3313).
Nel caso di specie, è la stessa Amministrazione Comunale a dar conto dell’erroneo inserimento della salma del defunto Roberto nella lista delle salme da estumulare a seguito di scadenza della concessione cimiteriale, e dunque a considerare validamente avvenuto il rinnovo della concessione.
Una volta validamente rinnovata la concessione, la salma in oggetto non avrebbe dovuto essere inserita nell’elenco di quelle oggetto di estumulazione.
L’errore dell’Amministrazione comunale ha determinato, da un lato, la lesione del diritto soggettivo della Sig.ra Cristina a che il concedente si astenesse dal turbare il godimento del bene; dall’altro, la lesione del diritto secondario di sepolcro spettante tanto alla Sig.ra Cristina quanto ai Sigg.ri Umberto e Lucia, figli del de cuius, essendo di fatto stato posto in essere un atto — l’estumulazione — lesivo del rispetto dovuto alla salma, atteso che non vi erano le condizioni per rimuoverla dal loculo all’interno del quale era posta, ed atteso che non è stato in alcun modo provato che la nuova sepoltura avvenne con le garanzie richiamate, ma non documentate, dal Comune odierno convenuto.”

CONCLUSIONE:

La violazione di un sepolcro, a cui consegua la confusione/smarrimento della salma del defunto, comporta la lesione del diritto dei parenti più stretti ad onorare la memoria del defunto nell’esatto luogo in cui riposano le sue spoglie.
Tale violazione, pertanto, lede il il sentimento di pietà verso i defunti e determina la risarcibilità di un danno che, ovviamente, non potrà che essere equitativamente determinato del Giudice.

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